Mal di schiena? Forse il problema non è la schiena
Il mal di schiena è spesso il sintomo, non la causa. Caviglie rigide, anche immobili e un torace bloccato possono essere i veri responsabili.

Martina Marson
Hai partorito mesi fa — forse anni — e la pancia non va via. Non importa la dieta, non importa la palestra: resta lì, gonfia, prominente, come se fossi ancora ai primi mesi di gravidanza.
Hai provato a fare addominali. Crunch, plank, "sfide dei 30 giorni" trovate su Instagram.
Ecco, devo dirti una cosa che probabilmente nessuno ti ha detto: stai peggiorando la situazione. E adesso ti spiego perché.
La diastasi è la separazione dei muscoli retti dell'addome — quelli del "six-pack." Durante la gravidanza, si allontanano dalla linea mediana per fare spazio al bambino. È un processo naturale e fisiologico.
Dopo il parto, dovrebbero riavvicinarsi. Per circa una donna su tre, non succede. I muscoli restano separati, il tessuto connettivo che li tiene insieme resta allungato e indebolito, e la parete addominale non funziona più come dovrebbe.
La diastasi è un **problema funzionale** della parete addominale e del core che si riflette anche sull'aspetto estetico, creando un disagio difficile da spiegare, ma reale al punto da influenzare la vita sociale e l'autostima di chi ne soffre.
I sintomi vanno ben oltre la pancia che non va via: mal di schiena lombare, gonfiore addominale, stitichezza, leggera incontinenza urinaria quando tossite, starnutite o fate uno sforzo, problemi posturali, e in alcuni casi ernia ombelicale.
Ecco il punto: molti degli esercizi che fate pensando di risolvere il problema, lo stanno peggiorando.
**I crunch.** Il crunch tradizionale è probabilmente l'esercizio peggiore che possiate fare con una diastasi. Quando sollevate la testa e le spalle, la pressione intra-addominale spinge verso l'esterno il tessuto connettivo già indebolito. State letteralmente allargando la separazione. Nessuno ve lo dice, ma è così.
**Il plank senza consapevolezza.** Il plank non è automaticamente cattivo, ma se non sapete attivare correttamente il muscolo trasverso dell'addome, il peso del ventre crea una pressione verso il basso che stressa il tessuto connettivo. Se vedete l'addome "cadere" o formare una cupola, state facendo più danno che bene.
**Tornare in palestra "come prima."** Sollevamento pesi pesanti, movimenti con inarcamento della schiena, esercizi ad alta pressione intra-addominale — tutto ciò che facevate prima della gravidanza non è necessariamente sicuro dopo, non prima di aver affrontato la diastasi.
La buona notizia è che la diastasi si può trattare. Non è una condanna permanente, e nella maggior parte dei casi non richiede un intervento chirurgico.
Nel mio studio lavoro con la **Tupler Technique**, un programma creato da Julie Tupler a New York negli anni '90 e supportato da ricerche della Columbia University. È l'unico programma di esercizi basato su evidenze scientifiche specificamente progettato per la risoluzione della diastasi dei retti dell'addome.
La TT è più di un semplice programma di esercizi. Con la TT imparate ad utilizzare correttamente il vostro addome. Il programma lavora su quattro punti fondamentali:
**1. Riposizionare muscoli e tessuto connettivo** attraverso il Diastasis Rehab Splint — una fascia che va portata costantemente, come un gesso per un arto fratturato. Lo so, sembra scomodo. Ma il principio è lo stesso: un adeguato posizionamento è fondamentale per il processo di riparazione.
**2. Imparare ad attivare il muscolo trasverso dell'addome** — il muscolo più profondo della parete addominale, quello che funziona come un corsetto naturale. La maggior parte delle donne non sa nemmeno come attivarlo.
**3. Integrare questa attivazione nella vita quotidiana.** Sapere attivare correttamente la muscolatura addominale nei gesti della vita di tutti i giorni: alzarsi dal letto, sollevare il bambino, tossire, starnutire, portare le buste della spesa.
**4. Esercizi specifici, tre volte al giorno.** Non è una palestra — sono esercizi che si fanno a casa e "rubano" pochi minuti (al massimo 10).
Non solo migliorerete il tono muscolare e ridurrete la diastasi, ma imparerete a proteggere l'addome e a gestire ogni sforzo.
**"Sono anni che ho la diastasi, funzionerà lo stesso?"** Non c'è età per iniziare il programma. La Tupler Technique si può eseguire a qualsiasi età e a qualsiasi distanza dall'insorgenza della diastasi.
**"Ho un'ernia associata alla diastasi, posso farlo?"** Assolutamente sì. Trarrete vantaggi anche nel trattamento dell'ernia.
**"Sono in lista per l'intervento chirurgico. Ha senso?"** La TT è un ottimo supporto pre e post operatorio. Allevia i sintomi durante l'attesa — mal di schiena, gonfiore addominale, difficoltà digestive — e permette una migliore ripresa dopo l'intervento.
**"Quanto tempo ci vuole?"** Il programma progredisce su 18 settimane. Se la diastasi è lieve, può chiudersi prima. Se è severa, può richiedere più tempo. I primi miglioramenti sono visibili già dopo tre settimane.
**"Ho partorito da poco, posso iniziare?"** La Tupler Technique può essere iniziata praticamente subito dopo il parto.
**"Devo smettere di allenarmi?"** Nelle prime sei settimane è consigliabile limitarsi ad attività aerobiche leggere — camminata, bici, ellittica — mentre si sviluppa la consapevolezza del trasverso. Dalla sesta settimana si può riprendere un programma compatibile con la diastasi.
Potete fare un test a casa. Sdraiatevi sulla schiena con le ginocchia piegate. Posizionate le dita di una mano sull'ombelico, rilassate l'addome, e sollevate leggermente la testa — non le spalle, solo la testa. Sentite quante dita riuscite a inserire tra i due muscoli retti. Controllate in tre punti: all'altezza dell'ombelico, a metà tra ombelico e sterno, e a metà tra ombelico e pube.
Se entrano due o più dita, è molto probabile una diastasi. Ma il test casalingo non basta — serve anche verificare la condizione del tessuto connettivo, e questo è meglio farlo con un professionista.
Se pensate di avere una diastasi, o se ne siete già sicure ma non sapete da dove iniziare, il primo passo è una valutazione. Nel mio studio a Oderzo verifico la presenza della diastasi, ne misuro l'entità, e spiego il percorso — in modo chiaro e senza pressioni.
Possiamo anche semplicemente parlare al telefono. A volte bastano dieci minuti per capire se questo percorso fa per voi.

Personal Trainer, Preparatrice Atletica (NSCA CSCS), Functional Patterns HBS. Fondatrice di Bilanciere Fondente.
Scopri di più →La prima cosa che facciamo insieme è parlare. Niente obblighi, niente contratti — solo una conversazione per capire se posso aiutarti.
ScrivimiIl mal di schiena è spesso il sintomo, non la causa. Caviglie rigide, anche immobili e un torace bloccato possono essere i veri responsabili.
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